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wolfman jack
Utente Medio


Prov.: Modena
Città: serramazzoni


326 Messaggi

Inserito il - 13/06/2010 : 10:02:58  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di wolfman jack Invia a wolfman jack un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Inviato: Dom 13 Giu 2010 1:36 Oggetto: CCSVI nella SM, un dato di fatto, conferme da Canada e Usa

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Sclerosi multipla e malformazione venosa, un dato di fatto. Approfondimento sulla CCSVI
SABATO 12 GIUGNO 2010 10:46
di Andrea G. Cammarata

CCSVI nella sclerosi multipla, evoluzioni della scoperta del prof. Zamboni

"Non c'? nulla di sperimentale nel lavoro del prof. Zamboni, sono 25 anni che si esegue l'angioplastica, che non ? una procedura sperimentale. Quella di Zamboni ? una nuova applicazione clinica di una vecchia, e consolidata, procedura. C'? un bassissimo rischio. Con la giusta formazione il riscontro ? sicuro."

Cos? si espresso Sandy Mc Donald del Toronto South Medical Center Canada, nei riguardi della CCSVI (Chronic cerebrospinal venous insufficiency), la patologia presente nel 90% dei malati affetti da sclerosi multipla visitati all'interno di studi sperimentali, cui ancora la Sanit? italiana non ha assegnato alcun protocollo definitivo, n? diagnostico, n? operativo.

La scoperta, tutta italiana, ? del prof. Zamboni dell'universit? di Ferrara. All'origine del male, sono le vene, soprattutto le giugulari e la Azygos, che presentano dei restringimenti, delle malformazioni, che impediscono il naturale afflusso di sangue. La localizzazione di queste anomalie venose si effettua tramite ecodoppler, cui succede l'intervento di angioplastica, in day-hospital, innocuo. E i risultati sono evidenti.

Ne ? testimone, Augusto Zeppi, giovane ex-malato che oggi pratica kick- boxing, "guarito", come lui stesso ha ammesso durante la recente conferenza stampa dell'associazione Hilarescere, l'unico ente che ha aiutato nella sua ricerca il prof. Zamboni. Zeppi, vicepresidente di Hilarescere, ? stato fra i primi a vivere la "liberazione", come viene chiamato in gergo l'intervento che ridona normalit? al flusso sanguigno. Per prima cosa, risvegliatosi dall'intervento, ritrova sensibilit? alle mani e ai piedi, tocca le lenzuola del letto ospedaliero sentendole "candide"; corre via dall'ospedale in automobile, e sar? invece un candore eccezionale, ma di una meravigliosa umanit?, quello che scoprir? di l? a poco, rientrando in casa e carezzando la pelle dei suoi bambini. Un'emozione di sensazioni che per nove anni quest'uomo non ha potuto mai avere.

Nonostante ci? e innumerevoli testimonianze clamorose, la ritrosia della "casta" dei neurologi ? altissima, loro preferiscono somministrare l'interferone, un farmaco che allo Stato costa 3mila euro al mese per ogni malato e che non ha gli effetti della "liberazione", ma molte controindicazioni. I pazienti di quei neurologi non sanno nulla della CCSVI, non sanno nemmeno se hanno le vene ostruite o meno.

Intanto gli studi di sperimentazione proseguono in tutto il mondo, molte le testimonianze autorevoli a conferma delle pubblicazioni del prof. Zamboni su alcune riviste scientifiche referenziate. Di pi?: le ultime importanti scoperte hanno ancora origine italiana. Alessandra Ferlini, esperta in genetica presso l'universit? di Ferrara, ha definito un profilo genetico anatomico associato alla CCSVI, con l'obiettivo di valutare quanto lo stesso possa incidere nella sclerosi multipla. All'estero ci guardano, e secondo Zamboni ci supereranno pure. Alla New York University, patria fra l'altro della terapia tramite interferone, vanno come fulmini; Adnan Siddiqui, neurochirurgo intervenuto in conferenza, ha spiegato che presso la sede di Buffalo, c'? "una bella squadra di ricerca" sulla CCSVI, e si sta partendo con un primo trial randomizzato, poich? "nessuno deve pi? mettere in dubbio la validit? della scoperta del prof. Zamboni e della sua ?quipe."

Da Brooklin ? intervenuto anche Salvatore Scaflani, radiologo interventista in seno alla medesima universit?, che con 40 anni di esperienza alle spalle, ha detto no alla pensione, scoprendo nella CCSVI la maggior passione della sua vita professionale. Ha gi? "liberato" 20 pazienti mediante la procedura del palloncino che gonfiandosi nelle vene libera l'ostruzione. Ha aperto un forum su ThisisMS.com, dove risponde alle domande dei malati, i quali, spiega lui stesso: "troppo spesso non sanno nulla, credono che l'intervento sia nelle arterie invece che nelle vene, temono infezioni o addirittura di morire." Racconta per? di molti pazienti autorevoli, che partecipano ad ogni modo nella ricerca, nei sondaggi e nella diffusione delle informazioni. Le sue qualit? di radiologo gli permettono come nessun altro di scoprire, anche nei casi pi? oscuri, i restringimenti venosi che si nascondono nelle immagini delle lastre.

Su ci? si basano le percentuali ottenute di malati di CCSVI nella sclerosi multipla. Se chi effettua i controlli non ? sufficientemente preparato, rischia d'invalidare o diminuire la veridicit? della ricerca non vedendo le ostruzioni: tant'? vero che alcuni studi riportano un 60% dei malati con vene otturate, al fronte di altri che toccano il 90,100%; insomma, spiega Scaflani, ci vuole "l'arte d'interpretare", altrimenti le malformazioni venose talvolta, sfuggono.

In un quadro generale che offre una visione chiara e dimostrata scientificamente dalla geografia selettiva dei vasi sanguigni di ci? che si verifica nel malato di sclerosi multipla, riecheggia fortemente la domanda: perch? i neurologi non si interessano di sapere se i propri malati hanno o meno le vene otturate?
Abbiamo provato a chiederglielo, numerose le telefonate e le mail da parte nostra, ma alcuna risposta ? stata ricevuta. Salvo la testimonianza genuina della neurologa Taus dell'ospedale di Pesaro, che pubblichiamo, vista la rarit? della stessa: "Ritengo che l'ipotesi di Zamboni circa l'associazione tra CCSVI e Sclerosi Multipla sia particolarmente interessante e meritevole di approfondimento attraverso studi di adeguata numerosit? e metodologicamente rigorosi che consentano di raggiungere conclusioni affidabili per estendere ed applicare in maniera sicura ed efficace i nuovi approcci di trattamento suggeriti. Mi piacerebbe che si potesse fare presto e bene, ma so che la ricerca ha bisogno di tempi di pianificazione, organizzazione ed addestramento che purtroppo sono pi? lunghi di quanto i malati, comprensibilmente, tollerano di aspettare. Anche nel mio centro mi piacerebbe avere la possibilit? di esplorare direttamente attraverso l'esame doppler il sistema venoso dei pazienti, per poter portare un contributo scientifico in merito alla questione ed offrire prima possibile al nostro territorio la possibilit? di diagnosi di CCSVI. Ma anche qui i tempi per otterene gli strumenti e l'addestramento necessario sono lunghi e ne subisco una frustrazione molto vicina a quella dei miei pazienti a cui ancora una volta non riesco a dare una risposta utile. Auspico che tutti i ricercatori, pur ponendosi in maniera critica, siano aperti al confronto perch? dietro le osservazioni di Zamboni si aprono scenari complessi e nuove sfide su fronti diversificati per tutti gli esperti. E occorre far presto, non tutti possono aspettare".

Nelle Marche la fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata ha donato un ecodoppler del valore di 50mila euro all'ospedale di Civitanova e non a quello di Macerata, che non avrebbe gradito il gentile omaggio, come a dire: non metteteci il naso. Gazzani, presidente della fondazione, ha testimoniato infatti in conferenza "la sollevazione generale della neurologia nelle Marche di fronte all'interesse della fondazione alla CCSVI." A sorpresa, tuttavia, le Marche, grazie anche all'impegno della fondazione, potrebbero sorpassare l'Emilia Romagna, di fatto stando all'ultimo convegno tenutosi sabato scorso a Civitanova, l'assesorato alla Sanit? si ? impegnato, entro il mese di giugno, a rendere ufficiale il protocollo CCSVI.

Note dolenti. I neurologi, spiegano alcuni esperti, "sono i pusher dell'enterferone", loro decidono la somministrazione e fanno gli ordini. In un conflitto d'interessi di cui non abbiamo abbastanza elementi per fare alcuna prematura allusione, resta il conforto che i primi ecodoppler specifici per questo tipo di diagnostica sono prodotti da una azienda genovese, la Esaote. Per rimanere in tema, un gruppo di tre imprenditori di Vicenza, ha dato vita ad una associazione, la onlus SMuovilavita segue 600 malati di SM nei diversi frangenti che accorrono alla malattia, e ha anche acquistato proprio uno di questi ecodoppler, donato all'ospedale cittadino per fare la diagnosi della CCSVI. Anche a Vicenza si attende, entro ottobre, un'approvazione del comitato etico per rendere possibili gli interventi. Sergio dalla Verde ha rappresentato Smuovilavita in conferenza, con parole chiare, emesse con una sensibilit? che solo chi vive la malattia nei suoi cari pu? avere: "Non ne possiamo pi? di una medicina ufficiale che rifiuta la scoperta di Zamboni..."

Le ultime parole di questo lungo articolo sono invece del neurologo Fabrizio Salvi, il solo di quella che lui stesso ha definito "casta di neurologi", che aiutando Zamboni ha reso possibile verificare cosa cambiava neurologicamente nel malato dopo la liberazione. Parole dure che dicono di "cattiverie, falsit?, disinformazione menzogne di colleghi," fango gettato sulla ricerca, dicerie di prevenuti che tuttavia non possono in alcun modo confutare il valore scientifico di una ricerca, che ha ampiamente dimostrato la malformazione venosa nei malati di sclerosi multipla, n? tanto meno possono scoraggiare, chi come lui contribuisce, come Zamboni, la sua Equipe, l'associazione Hilarescere, e chiunque s'interessi, a far star bene le persone.

gandalf975
Utente Medio



Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Marino


493 Messaggi

Inserito il - 13/06/2010 : 10:09:42  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di gandalf975 Invia a gandalf975 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
....va bene, ho capito, ma quindi, che cacchio dobbiamo fare? sono pronto, solo..... non so che fare!!!!


La creativit? ? la combinazione inedita di elementi preesistenti...
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Enza
Utente Master


Regione: Veneto
Prov.: Treviso
Città: c.franco vto


116313 Messaggi

Inserito il - 13/06/2010 : 21:16:57  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Enza Invia a Enza un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
sono sempre pi? nera..incazzata intendo

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dany61
Utente Master


Regione: Emilia Romagna
Prov.: Modena


49694 Messaggi

Inserito il - 15/06/2010 : 20:09:22  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di dany61 Invia a dany61 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
gandalf975 ha scritto:

....va bene, ho capito, ma quindi, che cacchio dobbiamo fare? sono pronto, solo..... non so che fare!!!!


IDEM

“La vita è ciò che ti accade mentre fai altri progetti” John Lennon
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pinoc
Utente Senior



Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


1525 Messaggi

Inserito il - 17/06/2010 : 17:18:03  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di pinoc Invia a pinoc un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Cerchiamo di organizzarci per regioni e di informare i radiologi interventisti.

Pino
http://www.pazienticannabis.org
"Bisogna fare cose folli, ma farle con il massimo di prudenza." Henry Millon De Montherlant (1896-1972), scrittore francese.
Mala tempora currunt...
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Enza
Utente Master


Regione: Veneto
Prov.: Treviso
Città: c.franco vto


116313 Messaggi

Inserito il - 18/06/2010 : 12:18:12  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Enza Invia a Enza un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
l'ho gi? fatto, mi han detto che se ne riparla ad ottobre

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